Autore: wp_11972357

Don Peppe Diana

La sua Chiesa doveva essere al servizio dei poveri, degli ultimi; infatti diceva che “dove c’è mancanza di regole, di diritto si affermano il non diritto e la sopraffazione. Bisogna risalire alle cause della camorra per sanarne la radice che è marcia… dove regnano povertà, emarginazione, disoccupazione e disagio è facile che la mala pianta della camorra nasca e si sviluppi”.

Marcella Di Levrano

La storia di una donna orribilmente massacrata da uomini che le erano anche stati vicino, incapaci di tollerare il suo coraggio, la forza e la determinazione di abbandonare un mondo che non era più il suo.

Giuseppe Di Matteo

Ucciso a 14 anni come ritorsione nei confronti del padre Santino di Matteo, collaboratore di giustizia. quest’ultimo era in stretti rapporti con Giovanni Brusca, braccio destro di Totò Riina.

Celestino Fava

Celestino Fava

Celestino Fava, nato il 23 maggio 1974 a Palizzi (Reggio Calabria), era un ragazzo dolce, pieno di voglia di vivere. Quando venne ucciso, a soli 22 anni, stava per trasferirsi al nord per intraprendere una nuova avventura di vita: l’università.

Giuseppe Fava

Giuseppe Fava

Giuseppe “Peppe” Fava faceva parte della redazione de “I Siciliani”. Le verità narrate nella rivista non vennero tollerate dalla Mafia Catanese e Giuseppe venne considerato il bersaglio primario del gruppo di giornalisti. La sera del 5 gennaio 1984 venne freddato con cinque colpi di pistola.

Francesco Fortugno

Affermandosi come medico a Reggio Calabria. Entra in politica nella Democrazia Cristiana, con cui sarà eletto consigliere comunale del suo paese nel 1986. Viene assassinato mentre svolgeva l’incarico di vicepresidente del Consiglio regionale della Calabria.

Lea Garofalo

Nata il 24 aprile 1974 a Petilia Policastro (Calabria) rimane orfana di padre ucciso in una guerra di ‘ndrangheta. A quattordici anni Lea si innamorò del diciassettenne Carlo Cosco dal quale ebbe una figlia, Denise,  e con il quale decise di stabilirsi a Milano.

Gaetano Giordano

Quando nel suo negozio si presentò Ivano Rapisarda, detto “Ivano Pistola“, un ventenne stiddaro già ai vertici dell’organizzazione, Gaetano lo cacciò dal negozio, rifiutandosi di pagare i 5 milioni di lire richiesti. 
La prima vendetta fu l’incendio di uno dei suoi negozi.

Libero Grassi

All’inizio degli anni ottanta viene preso di mira da Cosa Nostra con la pretesa di pagamento del pizzo. Libero Grassi ha il coraggio di opporsi alle richieste di racket della mafia e di uscire allo scoperto, con grande esposizione mediatica; infatti, nel gennaio 1991 il Giornale di Sicilia pubblica una sua lettera sul rifiuto di cedere ai ricatti della mafia.

100passi – Peppino Impastato

Peppino Impastato

Giuseppe Impastato noto a tutti come Peppino nasce a Cinisi (Palermo), in una famiglia mafiosa. La sua lotta contro la mafia comincia dopo il brutale assassinio dello zio.

Calogero La Piana

Calogero La Piana è stato ucciso da Cosa Nostra all’età di 23 anni perché era stato testimone di un omicidio. Il corpo di Calogero, insieme a quello dei fratelli Luigi e Giuseppe Tambè di 24 e 21 anni, fu ritrovato carbonizzato all’interno di un bosco a Mazzarino, in provincia di Caltanissetta. Tutti e tre i ragazzi erano incensurati.