Vincenzo Li Muli
Morì insieme al giudice Borsellino e ai suoi colleghi della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina nella strage di via D’Amelio; aveva 22 anni ed era il più giovane della squadra
Morì insieme al giudice Borsellino e ai suoi colleghi della scorta Agostino Catalano, Walter Eddie Cosina, Emanuela Loi e Claudio Traina nella strage di via D’Amelio; aveva 22 anni ed era il più giovane della squadra
Epifanio, simbolo di giustizia sociale, nasce nel borgo di Petralia Soprana in Sicilia, in provincia di Palermo, il 6 gennaio 1893, da una famiglia umile e poverissima.
Stefano è portiere nel condominio di via Pipitone Federico, lo stesso in cui vive il giudice Rocco Chinnici. Anche il mattino del 29 luglio del 1983 Stefano è al suo posto di lavoro. Quando epslode l’autobomba morirà sul colpo.
Il suo assassinio avviene sulla statale Agrigento-Caltanissetta, il 21 settembre 1990, giorno in cui il Tribunale deve decidere le misure di prevenzione da adottare nei confronti dei boss di Palma di Montechiaro. il “giudice ragazzino”, aveva 38 anni.
Emanuela Loi è stata un’agente della Polizia di Stato italiana, morta nella Strage di via D’Amelio; fu la prima agente donna della Polizia di Stato a restare uccisa in servizio.
Lenin trascorre tutta la sua vita alla Squadra mobile di Palermo. È un uomo onesto ed è proprio questo senso di giustizia e di onestà a legarlo in modo profondo al giudice Terranova.
Nel 1967 è eletto alla Regione Sicilia di cui sarà assessore al bilancio nel 1967 e Presidente nel 1978. Oltre ad ostacolare i clan nella sua azione politica espresse chiaramente il suo pensiero in occasioni pubbliche. Il 6 gennaio del 1980 Mattarella verrà assassinato da un killer.
Negli anni di Tangentopoli appoggiò l’attività del pool Mani pulite, andando a testimoniare volontariamente. Tuttavia, al termine di quella stagione, deluso dal fatto che, come prima, gli venivano negati appalti, perché non accettava di pagare tangenti, si suicidò nel proprio ufficio, con un colpo di pistola al cuore.
Scopre in Toscana gli interessi della mafia cortonese e trapanese insieme. E da pubblico ministero a Firenze è sul punto di muoversi. Ma la sua vicenda umana e professionale si conclude nella notte del 25 gennaio 1983, quando cade vittima di un agguato.
Beppe Montana arriva a Palermo all’indomani dell’omicidio del generale Carlo Alberto Dalla Chiesa. Uomo della sezione ‘Catturandi’, la squadra che lavora per arrestare i mafiosi ancora latitanti. A soli 34 anni è uno degli investigatori più abili
Antonio era il Caposcorta del giudice Giovanni Falcone, con cui stringe un rapporto umano oltre che lavorativo. Antonio diventa presto l’uomo fedelissimo del giudice, quel giudice che non lascerà mai, neanche il giorno dell’attentato.
Era educatore al carcere di Opera. Aveva visto cose che non avrebbe dovuto vedere. L’11 aprile 1990 Mormile venne assassinato in un agguato lungo la provinciale Binasco-Melegano, nei pressi di Carpiano, mentre andava a lavoro.
Francesca Laura Morvillo, nata a Palermo il 14 dicembre 1945 è stata una magistrata e una docente universitaria. Moglie del giudice Giovanni Falcone, perse la vita insieme a lui e agli agenti della scorta.
Sono le 8.30 del 25 settembre. Il maresciallo di Pubblica Sicurezza Lenin Mancuso, fidato agente di scorta e collaboratore di Terranova aspetta il giudice a bordo di una Fiat 131 per condurlo in Tribunale…
Pasotto Sergio nato a Milano il 27 luglio 1959, è stato un vigile del fuoco, morto all’età di 34 anni alle 23:14 nell’esplosione di via Palestro del 27 luglio 1993.
Stefano Picerno era un vigile del fuoco presso il Distaccamento “Marcello”. La sera del 27 luglio del 1993 insieme al suo collega (Carlo la Catena) si recò, in seguito alla chiamata di un vigile urbano, in via Palestro a Milano.
Favazzina è una frazione che dista appena quattro chilometri da Scilla, qui si declina la storia di Daniele Polimeni che nel 2005 trova la morte vicino all’acquedotto di Favazzina.
Prestia e sua moglie, Domenica De Girolamo, morirono nella loro tabaccheria in centro di Platì l’11 febbraio 1986, assassinati in modo terribile.Quella sera di Febbraio i due coniugi erano come sempre nella loro rivendita di tabacchi. All’improvviso vennero sorpresi da individui che li aggredirono e li ferirono a morte.
Nel 1970 Padre Puglisi è nominato parroco di Godrano, cittadina che da anni è insanguinata da una faida tra famiglie mafiose per il dominio del territorio. In questo contesto di pericolo, disperazione e omicidi, svolge un efficace ruolo di mediatore e portatore di Pace tra le fazioni avverse, riconciliando le due famiglie.
Era un uomo in pensione all’epoca del suo assassinio. Fu ucciso mentre si trovava per strada a pochi passi dall’abitazione di alcuni parenti da cui era in visita, durante l’agguato organizzato dal gruppo criminale facente capo a Salvatore Batti per uccidere Franco Coco Trovato.
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